La tecnicaMateria, gesto e luce
Dettagli Tecnici e Materiali
Fondo e Struttura Materica: Fondo dorato ad alto spessore arricchito da frammenti di pietre/agglomerati materici e dorature a rilievo che incorniciano la scena centrale.
Soggetti e Figura: Figure dell'angelo e del demone intenti a giocare a scacchi, definite con pittura acrilica, campiture piene e linee grafiche sottili. Dettagli materici sulle ali (piumaggio a rilievo per l'angelo e trama scura per il demone) e sulla scacchiera.
Cornice Scultorea: Struttura asimmetrica ad angolo creata a mano in schiuma di polistirene, sagomata con scanalature e rivisitata con una finitura materica a base di cemento e sabbia nei toni del nero e dell'argento.
Il pensiero dell’artistaDentro l’opera
In “Domenica pomeriggio” Grasu Daniela mette in scena la partita eterna tra bene e male come se fosse un momento sospeso e quasi domestico: non un duello epico, ma una sfida silenziosa, fatta di strategia, scelta e responsabilità. L'angelo e il demone siedono alla stessa altezza, si chinano verso la scacchiera e sembrano immersi nella stessa concentrazione: non c'è un vincitore già scritto, perché ogni mossa può cambiare gli equilibri, proprio come nelle nostre giornate più tranquille in cui, senza accorgercene, prendiamo decisioni decisive. La scacchiera diventa così il simbolo della vita quotidiana, dove ciascuno di noi è chiamato, passo dopo passo, a decidere se muovere un pezzo verso la luce o verso l'ombra.
Il fondo materico dorato che li circonda non è solo scenografia, ma rappresenta la sostanza stessa dell'esperienza umana: una materia irregolare, fatta di ostacoli, ferite e ricordi, ma anche di frammenti preziosi che brillano. In questo contesto, l'angelo non è pura perfezione e il demone non è solo distruzione: sono due forze interiori che convivono in ogni persona, due voci che dialogano e si sfidano sul tavolo delle nostre scelte. Il fatto che si trovano così vicini, quasi specchiati, suggerisce che bene e male non sono entità esterne, ma parti della stessa unità, continuamente in confronto.
Per l'artista, l'opera è un invito a prendere coscienza di questa “partita” interiore: riconoscere il proprio lato luminoso senza negare quello oscuro, imparare a usare la ragione e il cuore come re e regina di una scacchiera dove ogni decisione lascia una traccia. L'oro che avvolge entrambi i personaggi indica che il vero valore non sta nel cancellare l'una o l'altra parte, ma nel trovare un equilibrio, una convivenza consapevole che trasforma il conflitto in forza e maturità. Così una semplice “domenica pomeriggio” diventa metafora di tutti quei momenti in cui, anche nella calma apparente, stiamo giocando la partita più importante: quella con noi stessi